#ecogiustizia tour Anagni

ecogiustiziatour Anagni 15 gennaio 2016

Grande partecipazione di cittadini ed amministratori sia di Anagni che dei comuni limitrofi per la  tappa ciociara dell’ #ecogiustizia tour di Legambiente.

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Rita Ambrosino

Accogliendo il pubblico ed i relatori intervenuti, la responsabile del Circolo Legambiente Anagni  ha sottolineato, oltre alla oggettiva importanza del convegno,  l’opportunità per la città di ascoltare relatori qualificati su un tema che tocca da vicino il territorio di Anagni e della Valle del Sacco e ha ringraziato Legambiente per aver voluto includere questa manifestazione, organizzata da un circolo di provincia, come terza tappa del tour nazionale. Un ulteriore e doveroso ringraziamento è stato rivolto all’Amministrazione Comunale di Anagni per aver patrocinato il convegno e  a BancAnagni per averlo sostenuto economicamente.

 

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Fausto Bassetta

Il Sindaco di Anagni, Fausto Bassetta, ha portato il saluto della città ricordando che la legge penale per il contrasto degli ecoreati assume il carattere di agente di prevenzione nell’ambito di una nuova coscienza ambientale e civile della società. Il Sindaco ha citato anche le risorse stanziate recentemente dal Governo nella legge di stabilità per le attività di bonifica della Valle del Sacco, garantendo vigilanza ed attenzione all’impiego delle risorse.

 

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Carlo Ruggiero

 

Molto apprezzato il contributo di Carlo Ruggiero, giornalista e autore di “Cattive Acque – Storie della Valle del Sacco” e profondo conoscitore della situazione ambientale della Valle del Sacco, che ha condotto i lavori del convegno proponendo ai relatori quesiti e sollecitazioni interessanti ed approfondite.

 

 

I nuovi CINQUE REATI previsti dalla legge 68/15 del 22 maggio 2015, pubblicata in GU n. 122 il 28 maggio 2015.

INQUINAMENTO AMBIENTALE
Il nuovo articolo 452-bis del codice penale punisce l’inquinamento ambientale con la reclusione da 2 a 6 anni e con la multa da 10.000 a 100.000 euro chiunque abusivamente cagioni una compromissione o un deterioramento “significativi e misurabili” dello stato preesistente “delle acque o dell’aria, o di porzioni estese o significative del suolo e del sottosuolo” o “di un ecosistema, della biodiversità, anche agraria, della flora o della fauna.

DISASTRO AMBIENTALE
E’ punito con la reclusione da 5 a 15 anni. Riguarda un’alterazione irreversibile dell’equilibrio di un ecosistema; un’alterazione dell’equilibrio di un ecosistema la cui eliminazione risulti particolarmente onerosa e conseguibile solo con provvedimenti eccezionali; l’offesa all’incolumità pubblica determinata con riferimento sia alla rilevanza del fatto per l’estensione della compromissione ambientale o dei suoi effetti lesivi, sia al numero delle persone offese o esposte al pericolo. Il disastro ambientale è aggravato ove commesso in un’area protetta o sottoposta a vincolo o in danno di specie animali o vegetali protette.

TRAFFICO E ABBANDONO MATERIALI AD ALTA RADIOATTIVITA’
L’art. 452-sexies punisce con la reclusione da 2 a 6 anni e con la multa da 10.000 a 50.000 euro il reato di pericolo di traffico e abbandono di materiali ad alta radioattività. Il delitto è commesso da chiunque abusivamente “cede, acquista, riceve, trasporta, importa, esporta, procura ad altri, detiene, trasferisce, abbandona materiale di alta radioattività ovvero, detenendo tale materiale, lo abbandona o se ne disfa illegittimamente”

IMPEDIMENTO DEL CONTROLLO
Punito con la reclusione da 6 mesi a 3 anni l’impedimento del controllo ambientale, negando o ostacolando l’accesso ai luoghi, ovvero mutando artificiosamente il loro stato. Il delitto di inquinamento ambientale e quello di disastro ambientale commessi per colpa e non per dolo sono puniti con pene ridotte fino ad un massimo di due terzi.

OMESSA BONIFICA

Il reato di omessa bonifica (art. 452-terdecies) punisce chiunque, essendovi obbligato, non provvede alla bonifica, al ripristino e al recupero dello stato dei luoghi. Le pene si muovono tra un minimo  di 1 anno ed un massimo di 4, con una multa prevista che ondeggia tra i 20mila e gli 80mila euro.

Relatori e sintesi degli interventi:

Enrico Fontana
Enrico Fontana

Enrico Fontana: Giornalista, segreteria nazionale Legambiente. È stato direttore dell’associazione “LIBERA” e del mensile Paese Sera. È uno dei maggiori conoscitori della problematica ambientale, a lui si deve il merito di aver coniato, nella prima metà degli anni 90, il neologismo “ecomafia”,  termine ormai entrato nell’uso comune per indicare quei settori della criminalità organizzata che fanno del traffico e dello smaltimento illecito dei rifiuti, dell’abusivismo edilizio e delle attività di escavazione il proprio grande business.cover libro ecogiustizia è fatta

Fontana ha illustrato con passione il cammino di ventuno anni,  dal 1994 al 2015, per giungere finalmente all’approvazione della legge, per la quale è stato fondamentale l’appoggio delle opposizioni,  M5S e SEL. E’ stato determinante anche il ruolo della “società civile” e delle associazioni, prima fra tutte Legambiente, nel tenere viva l’attenzione sul problema. La storia è raccontata nel dettaglio nel volume “EcoGiustizia è fatta” del quale è coautore insieme a Stefano Ciafani e Peppe Ruggiero. “Finalmente ce l’abbiamo fatta” ha ripetuto più volte Fontana “grazie anche a chi oggi  nel parlamento ha anteposto la tutela dell’ambiente e i diritti dei cittadini alla male interpretata tutela dei diritti di alcune imprese”.

 

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Luca Ramacci

Luca Ramacci: Consigliere della Corte Suprema di Cassazione, Terza Sezione Penale.
Ha precedentemente svolto le funzioni di Sostituto Procuratore della Repubblica a Belluno, Venezia e Tivoli, dove è stato titolare di importanti indagini ambientali. E’autore di testi universitari e di numerosi articoli su riviste nazionali ed internazionali, è stato relatore in convegni nazionali ed internazionali ed ha tenuto conferenze presso master e scuole di specializzazione post universitarie.
E’ stato consulente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti ed ha fatto parte della Commissione di esperti per la riforma del “testo unico ambientale”, Corte di Cassazione. Curatore della rivista on-line www.lexambiente.com.

Ramacci ha commentato da tecnico la nuova legge, soffermandosi in particolare sull’aggettivo “abusivamente” che ha generato più d’una perplessità ma soprattutto ha illustrato nel dettaglio cosa cambia per la magistratura inquirente con l’introduzione della legge e cosa prevede l’ultima parte della legge in merito alle sanzioni e alla possibilità di estinguere i reati minori sulla base di prescrizioni. Ha ricordato, però,  che la legge ha avuto anche molti commenti critici .

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Alessandro Bratti

Alessandro Bratti: Deputato, presidente Commissione parlamentare di indagine sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti. Ex direttore generale di Arpa Emilia Romagna. Nel luglio 2015 ha guidato una missione della Commissione Bicamerale a Frosinone.

Bratti ha risposto alle domande di Carlo Ruggiero specifiche sul risanamento Valle del Sacco, sugli ostacoli e sui ritardi, sui vantaggi dall’introduzione della nuova legge nello specifico del nostro territorio.

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Cristiana Avenali

Cristiana Avenali: Consigliera Regione Lazio, componente delle Commissioni Ambiente e Affari Istituzionali Direttivo Legambiente, ex Direttrice Legambiente Lazio e Coordinatrice della commissione ambiente e agricoltura del PD Lazio.

Ha ricordato che recentemente si è concluso il lungo percorso che ha visto la collaborazione degli enti territoriali – Ministero, Regione, associazioni e Arpa – per la riperimetrazione del Sito di Interesse Nazionale, inserendo tutta la Valle del Sacco in un unico perimetro. Ha informato anche che la manovra di bilancio 2016 della Regione Lazio  prevede per il triennio 2016-2018 uno stanziamento di 164 milioni per interventi per la tutela dell’ambiente e del territorio, dei quali circa il 10% è destinato specificamente alla Valle del Sacco.

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Marco Cavallo

Marco Cavallo, Capitano dei Carabinieri dal 2012 è comandante del Nuclo Operativo Ecologico di Roma.

Ha definito una svolta epocale l’approvazione della nuova legge perchè offre alla polizia giudiziaria uno strumento efficace per contrastare i delitti ambientali. Ad esempio ora è possibile attivare controlli ed indagini che prima non erano consentiti (intercettazioni telefoniche od ambientali, ad esempio). Il Cap. Cavallo ha fatto cenno a casi concreti di indagini per i quali si sta già effettivamente applicando la nuova normativa.

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Roberto Scacchi

Roberto Scacchi, Presidente di Legambiente Lazio, riconfermato nell’ultimo congresso regionale.

Ha posto l’accento sul dossier Ecomafie che Legambiente pubblica anualmente, citando i numeri degli eco reati nel Lazio: 2255 reati accertati nell’ultimo anno, praticamente 6 reati al giorno. “Per questo” ha dichiarato Scacchi “è ancora più importante lo strumento giuridico della nuova legge. Un mezzo valido, concreto ed efficace per il contrasto dei crimini contro l’ambiente.”  Scacchi ha poi voluto ringraziare per la loro partecipazione, ma soprattutto per la loro costante presenza sul territorio, tutti i circoli Legambiente della provincia e tutte le altre associazioni territoriali, da Re.Tu.Va.Sa ad Anagni Viva.

Stefano Ciafani
Stefano Ciafani

Stefano Ciafani: Direttore Generale di Legambiente, dopo esserne stato Vice-presidente e Responsabile scientifico (specializzato sul ciclo dei rifiuti e sulle bonifiche di siti industriali contaminati).

Anche Ciafani ha voluto ricodare i circoli territoriali della provincia di Frosinone ribadendo l’importanza dell’azione della cosidetta “società civile” nel tenere alta l’attenzione sui problemi ambientali della Valle del Sacco, sulla sua auspicabile e improcrastinabile bonifica, sul suo futuro. “Dobbiamo portare la vertenza Valle del Sacco alla ribalta nazionale così come abbiamo fatto con altre situazioni in Italia, per la Terra dei Fuochi, per Gela o per Taranto, ad esempio. Per questo abbiamo voluto questo convegno nazionale qui ad Anagni, nella Valle del Sacco.”