Trisulti, terra d’Europa

Il circolo Legambiente Anagni aderisce alla Rete delle Comunità Solidali della provincia di Frosinone, un movimento che raggruppa associazioni, cittadine e cittadini, uniti per l’accoglienza e contro ogni forma di odio, razzismo e discriminazione, nato a seguito degli eventi dell’estate 2018 culminati con la vicenda della nave Diciotti.

Nella nostra provincia è in atto un’operazione mirata ad assegnare la Certosa Cistercense di Trisulti, un luogo simbolo, crocevia di storia, fede e cultura, all’americano Steve Bannon, che ha il proposito di stabilire a Trisulti una scuola politica di stampo sovranista, in nettissimo contrasto con lo spirito del luogo. Come tanti altri cittadini, associazioni, movimenti politici, manifestiamo il nostro dissenso, sottoscrivendo la petizione diretta al Ministro Bonisoli e partecipando alla marcia che si è svolta questa mattina.

Marcia per Trisulti, 16 marzo 2019

Questo il testo della petizione indirizzata al Ministro dei Beni Culturali, Alberto Bonisoli:

La Certosa di Trisulti (Collepardo – Fr) è un luogo millenario che appartiene alla storia e cultura del nostro Paese. Questo bene comune, è stato assegnato, in virtù di una legge sulla tutela e conservazione dei beni patrimonio dello Stato, ad una associazione (Dignitatis Humanae Institute, DHI).
Come emerso nella fase successiva all’assegnazione, la DHI  è una fondazione di stampo sovranista vicino a 
Steve Bannon e al suo The Movement. Per ammissione della stessa DHI, la Certosa di Trisulti sarebbe infatti il posto migliore per dare avvio ad una scuola politica di stampo sovranista, la scuola dei gladiatori,per costruire l’avanguardia di una classe politica capace di “lanciare l’assalto all’Europa”.Noi come Rete delle Comunità Solidali, costituita da associazioni, movimenti, forze politiche e sindacali e privati cittadini,che si riconoscono in un manifesto antirazzista, contro ogni discriminazione e per una Europa dei popoli, ribadiamo  l’assoluta contrarietà allo snaturamento della Certosa, convinti del dovere morale di difenderla, quale luogo del dialogo e avamposto dell’Europa, tappa di quel cammino tracciato da San Benedetto che oramai è nei cuori di milioni di persone, e che sta tracciando un nuovo corso e una nuova primavera nei luoghi che attraversa. Lo abbiamo detto con forza lo scorso 29 dicembre, con una marcia seguita da tutta la stampa estera, che ha raccontato al mondo ciò che sta accadendo. Lo abbiamo ribadito il 16 marzo 2019 : la Certosa deve essere altro rispetto alla scuola di politica voluta da Bannon ed Harnwell con lo scopo di compattare il fronte sovranista europeo.

CHIEDIAMO tre cose:

  • 1) che la Certosa torni ad essere un luogo storico e culturale aperto a tutti, svincolato da qualsiasi imposizione ideologica e credo politico
  • 2) che sia revocata la concessione di assegnazione alla DHI, sussistendo il fondato dubbio che ci siano elementi non conformi ai requisiti richiesti nel bando
  • 3) che venga immediatamente avviato uno spazio pubblico per promuovere una riflessione approfondita sulla gestione dal basso dei beni culturali. Ci sono energie vive che operano in silenzio tra mille difficoltà, energie che attraverso la gestione del nostro patrimonio in un’ottica di servizio pubblico sono in grado di far rinascere territori e comunità, anche in chiave occupazionale oltre che culturale e sociale (cit.)

Non LASCIAMO a Steve Bannon e soci lo spazio per stravolgere l’identità di un luogo così importante per il  nostro Paese. Non condanniamo la Certosa all’oblio. Facciamone il luogo simbolo di idee che non si chiudono al mondo, ma continuano a respirare. La Certosa merita un futuro diverso! L’Europa merita un futuro diverso! E proprio in nome di un’Europa libera dal sovranismo, lanciamo con forza questo appello rivolto a tutti quanti, come noi, sentono il dovere morale di scrivere un futuro diverso non solo per la Certosa di Trisulti.