L’isola ecologica (che non c’è) ad Anagni: facciamo chiarezza?

Comunicato Stampa del 1° Ottobre 2020

Ci sentiamo in obbligo di intervenire nella discussione cittadina sull’argomento per interrompere l’autocelebrazione dell’amministrazione comunale di Anagni per l’apertura di ben due “mini isole ecologiche”. Cosi sono state definite le due strutture recentemente installate nei pressi del centro storico, con tanto di foto di rito e squilli di trombe (metaforici). Si tratta di cassonetti per la raccolta differenziata delle frazioni che già vengono raccolte da oltre un decennio “porta a porta”. Saranno accessibili ai cittadini di Anagni solo sbloccandone le aperture con l’identificazione dell’utente, mediante la propria tessera sanitaria.

Sembra che i nostri amministratori abbiano dimenticato, vogliamo credere in buona fede, che un’isola ecologica è cosa ben diversa.
Non occorre andare troppo lontano per avere concreti esempi da imitare, se necessario: nei comuni limitrofi si trovano molti esempi di ottima gestione dei rifiuti con isole ecologiche “vere” e funzionanti, necessario complemento per la raccolta differenziata porta a porta. Solo a titolo di esempio, a Colleferro è stata inaugurata nel 2016, all’interno dei piani artigianali di Valle Sette Due, contemporaneamente all’inizio della raccolta porta a porta. In un’area recintata e sorvegliata, ogni giorno i cittadini di Colleferro possono conferire rifiuti speciali, quelli che esulano dalla raccolta porta a porta: mobili, elettrodomestici, RAEE, calcinacci, potature, sfalci d’erba, ecc. I rifiuti vengono posti in container che sono opportunamente svuotati e mantenuti adeguatamente fruibili. Nessun rifiuto viene lasciato per terra.

L’amministrazione comunale di Anagni, forse incalzata dalle decine di commenti dei cittadini sui social, ha poi rettificato affermando, per bocca del consigliere Danilo Tuffi, che “un’isola ecologica di 4 ettari verrà realizzata in un’area individuata nei pressi della ex polveriera”
Possiamo dire che “la toppa è peggio del buco”?

Tanto per capirci torniamo all’esempio di Colleferro, la cui isola ecologica occupa un’area di circa 1500 metri quadrati. I “4 ettari di isola ecologica” di Anagni significano 40000 metri quadrati! Un’area oltre venti volte più grande di quella di Colleferro, per servire città con numero di abitanti praticamente equivalenti.

Ci dobbiamo aspettare una una discarica vicino la ex Polveriera? Dobbiamo ritenere che il futuro di Anagni sia associato alla “monnezza”?
Dobbiamo rinunciare al sogno di vedere valorizzato il potenziale ambientale del nostro territorio?

Attendiamo con ansia che questa amministrazione ci faccia sognare e ci dimostri l’intenzione seria e concreta di mettere al primo posto la salute e lo sviluppo sostenibile, vorremmo poter guardare avanti e non restare ancorati solamente alle vestigia e ai monumenti, pur meravigliosi, del passato.

Il futuro della città può essere solo “green”, ce lo chiedono a gran voce i cittadini di domani.

foto: anagnia.com